Credo non sia stato William Shakespeare a pronunciare queste parole ma  è una di quelle domande che un reclutatore o chi lavora in agenzie di somministrazione si sente porre in continuazione.

Del tipo che sei a fare “l’ape” sui navigli a Milano e dopo una pessima giornata di lavoro la tua amica si gira e ti domanda: “ma che dici lo faccio in Europass il cv o è meglio che mi creo un mio Format ?” In quel momento per quanto tu possa essere un buon amico opti per la migrazione verso il Messico dove l’europass non esiste.

Europass o non Europass

Penso che una chiara risposta a questa domanda esista ed è… rullo di tamburi…

Avere più di un cv tra cui l’europass!

Ora facciamo un piccolo excursus storico.

Il Cv Europass nasce nei primi anni 2000, con l’obbiettivo di uniformare gli standard dei Cv che girano per l’Europa con lo scopo di appianare quelle differenze spesso sottili che si creavano tra un paese e l’altro.

Ad esempio:

Uso della foto o non uso della foto?

Parto a descrivere le mie esperienze lavorative o il mio percorso accademico?

Il Fatto di aver omologato un format non è poi cosi male, ha sia dei pro che dei contro.Essenzialmente l’utilizzo di questo format è basato sulle situazioni che ci si possono presentare.

Il formato Europass è molto impersonale, assomiglia un po’ al modello T della Ford, una tra le prime macchine prodotte alla catena di montaggio, erano tutte identiche (esattamente come l’europass)  tanto che lo zio Henry, l’inventore della casa automobilistica, disse del modello T “la si può avere del colore che si vuole purché sia nera.”

Europass o non Europass2

Insomma il classico esempio della standardizzazione ma riportata ai Cv.

Da questo fattore di impersonalità sono nate delle correnti di pensiero  le quali ritengano che il Cv europass data la sua caratteristica impedisce di emergere dalla massa perdendo quello che in Marketing si definisce l’effetto Wow, dal mio personale punto di vista ciò è vero.

Ma allora perché mai dovremmo scriverlo?

Vediamo i pro:

Se sei un neofita al tuo primo Cv ti permette di seguire un modello strutturato da seguire, in questo modo non sbagli, in merito ti consiglio di andare al seguente link:Modello Europass e compilare il formato online risparmi un sacco di tempo e non rischi errori.Ci sono aziende che accettano solo formato Europass per loro comodità nella gestione delle candidature.

  • Enti pubblici, domande per i concorsi, o le agenzie di somministrazione (Manpower, Adecco, Randstad ecc. ecc.) ricevono cosi tante candidature da scrutinare che solitamente hanno fretta di trovare le Skills per la posizione richiesta, il Cv Europass essendo impostato con una struttura ben definita che quasi tutti i recruiter hanno stampata in testa gli aiuta in questa lunga e non sempre semplice ricerca.
  • Se non hai alle spalle periodi di inattività l’Europass ti permette di creare un filone cronologico delle tue esperienze lavorative, dandoli un valido risalto temporale

Vediamo i contro:

  • E’un formato impersonale
  •  Se non è la prima volta che scrivi un Cv puoi anche impegnarti una minima per crearti un tuo personale Layout.
  • Se l’azienda non richiede espressamente l’Europass o vi candidate spontaneamente ad un annuncio libero cioè non di un’agenzia di somministrazione meglio usare un format personalizzato.
  • Se hai molte esperienze lavorative alle spalle la sezione esperienze lavorative diventa un agglomerato di date e elenchi puntati, perdendo la sua efficacia nel favorire la ricerca d’informazioni (consiglio spassionato dentro un Cv mettete solo le esperienze professionali più significative per voi e con un determinato periodo di lavoro, per intenderci se avete fatto due giorni la promoter ciò è poco incisivo non per la mansione ma per la durata dell’esperienza)

Fatto questo breve elenco dei Pro e dei contro, per mio modesto parere ed è ciò che ho fatto io in primis, conviene realizzare diversi Format, circa 4 partendo da quello Europass per poi creare altri 3 Layout differenti.

Inoltre ho tradotto i cv anche nelle rispettive lingue che maccheronicamente parlo. Questo è un aspetto da non sottovalutare anche se può sembrare banale, quando rispondete ad un annuncio anche se di un’azienda Italiana, se trovate l’annuncio scritto in Inglese con molta probabilità i recruiter si aspetteranno di ricevere dei curriculum nella stessa lingua dell’annuncio.

Come sempre vi ricordo che non mi occupo di Selezione del personale ma questi sono i consigli spassionati di uno che ha fatto molti colloqui e ha sempre cercato di affinare i propri strumenti dopo ogni tentativo andato male.

Ps: se te lo sei perso ti consiglio di leggere il mio primo articolo Come scrivere una lettera di presentazione.