Come si è evoluto uno degli strumenti di Loyalty più famosi di sempre?

Non sto parlando delle carte fedeltà ma dei gadget, uno degli attrezzi del marketing più forte di tutti i tempi e spesso sottovalutato.

Esistono un sacco di casi esemplari che testimoniano la loro efficacia all’interno dell’ambito retail o GDO ma non solo anche nelle Pmi.

Tra questi quello che mi piace sempre citare è McDonald’s, circa alla fine degli anni 70 pensarono ad un nuovo modo di avvicinare i bambini al mondo McDonald’s.

McDonald’s

L’approccio McDonald’s diventò ancora più diretto con la nascita del Menu “Happy Meal”: panino, bibita e patatine confezionate in una scatola gioco.

Inutile dire che il successo fu inimmaginabile, ma il vero boom dell’Happy Meal si ebbe nel 1983 quando per la prima volta all’interno delle confezioni vennero inseriti dei piccoli giocattoli quali le macchinine “Hot Wheels “ della Mattel.

Il risultato fu tale da spingere McDonald’s ad acquistare 44.000 pezzi.

Le più grandi mode dei giocattoli sono state incoraggiate da McDonald’s attraverso gli Happy Meals. Da questa esperienza ne scaturì la duplicazione del numero di vendite.

Il gadget all’interno funzionava come catalizzatore, i bambini portavano al McDonald’s i genitori che risultavano il target finale acquistando alla fine menù per tutta la famiglia.

Mediamente un’attività promozionale di questo tipo può far triplicare le vendite, andando ad attecchire su un ulteriore target, i collezionisti.

Basti pensare che nell’aprile del 1997 per il lancio dei Tennie Beanie Baby il numero di Happy Meal venduti passò da dieci milioni a settimana, a cento milioni settimanali e molti di questi Happy Meal non furono mai neanche consumati, ma acquistati da collezionisti interessati semplicemente alla sorpresa.

Kinder Ferrero

Non da meno ci fu circa un decennio dopo un’altra grande icona per di più Italiana, la Ferrero ci ha coinvolti un pò tutti con le sue sorpresine facendoci vivere a pieno il periodo pop Italiano.

L’idea fu del patron Michele Ferrero: perché non far diventare Pasqua tutto l’anno con un uovo piccolo ma dotato di gadget? Un successone. Basti pensare che le prime sorprese prodotte furono circa 100 pezzi differenti e tutti realizzati a mano, questo solo per dire quanto per il patron della Ferrero la qualità di questi gadget fosse importante.

Dal lancio iniziale, sono stati venduti in tutto il mondo decine di miliardi di ovetti (stando al sito ufficiale, ogni giorno ne vengono consumati 2,5 milioni), con più di 8 mila diverse sorprese. e sembra che ogni anno vengano rinnovati quasi cento nuovi giocattoli.

Star Wars

Enrico Grani il papà dei tanto amati Rollinz una storia dal sapore made in Italy. Fondatore e CEO della Grani & Partners, Grani è l’uomo dietro il successo della sua Pmi.

Ma cosa sono i Rollinz?

Dai tutti e dico tutti hanno almeno un Rollinz!

Si tratta di statuette di plastica alte 3 centimetri montate su base tonda che raffigurano i 24 personaggi di Star Wars a cui si aggiungono i sette rarissimi tra dorati e fosforescenti.

A lanciare nel 2016 una campagna di Esselunga che regalava un Rollinz ogni 25 euro di spesa. Un boom che spinse l’azienda a creare 50 milioni di statuine di plastica.

Da lì l’idea dei personaggi di Star Wars. Un’idea che piacque anche alla Disney e alla Lucas che ritoccano i prototipi per la Granai. In seguito arrivò il contratto con Esselunga, che non fornisce dati ufficiali, ma assicura che nei mesi della campagne dedicate ai Rollinz c’è stato un aumento delle vendite.

La cosa che più mi stupisce e che questa campagna è giunta ormai alla terza edizione e continua ad aumentare sempre di più il suo successo.

Ma dove sta il loro successo ?

Una saga che rappresenta per i grandi un mondo carico di ricordi (sopratutto per i Nerd come il sottoscritto) con il sapore delle cose perdute e ritrovate e per i bambini un mondo nuovo da scoprire. una vera icona senza tempo che unisce genitori e figli in una caccia all’ultimo Rollinz con un notevole aumento dello scontrino medio da parte di Esselunga.

Citati questi tre storici casi vi starete chiedendo ma dove si va a parare qua?

Ora ci arrivo!

Per quanto due dei casi sopra citati risalgono a più di 30-40 anni fa la prima considerazione su cui voglio far riflettere chi si occupa di Loyalty o anche semplicemente le vecchie PMI che sono ancora ferme al concetto di gadget quale l’agenda o il calendario e che queste aziende hanno avuto un approccio calibrato sulle esigenze dei loro clienti dei loro consumatori, svecchiandosi da quell’approccio vecchio stile che non tiene conto delle esigenze e dei bisogni dell’individuo.

Sopratutto nell’attuale società dove l’individuo ha bisogno di sentirsi unico per fare in modo che possa essere fidelizzato. Ergo non tutto ciò che è gratuito migliora l’immagine del proprio brand.

Non tutto ciò che e gratuito costituisce una leva di marketing per farvi ricordare dal vostro cliente e tanto meno serve per fidelizzarlo.

Ciò che costruisce una forte leva di Marketing è comprendere il reale desiderio del vostro utente. Regalarli un momento di esperienzialità anche se latente, basti pensare alla reale bellezza dell’ovetto Kinder, che era racchiusa non tanto nella sorpresa in sé ma nello scartarla.

O con i Rollinz che uniscono le passioni di un nostalgico genitore intergalattico con la velocità stellare di un bambino che scarta un pacchetto di Rollinz.

Inoltre questi gadget hanno creato una comunity di collezionisti che impazziscono per averli creando in loro un continuo bisogno di appagamento dato dal completare una collezione.

So che molti staranno dicendo che ho citato dei casi con dei nomi da Serie A e che quindi questi esempi potrebbero non fare testo, allora cerco di riportare la cosa ad un livello più vicino all’umano e non agli dei dell’Olimpo.

Vi è mai capitato di andare ad un convegno o un evento dove da quando entrate a quando uscite c’è sempre qualcuno che vi rifila un gadget, oppure una bella ragazza che all’ingresso distribuisce gadget come se piovesse, in maniera totalmente indistinta. La sera quando tornate a casa nelle tasche vi trovate un pò di tutto, penne, spille, adesivi, portachiavi, welcome pack (solitamente negli zainetti)

Bene,immaginata la situazione iniziamo a scartare gli oggetti, “la penna scrive può essermi utile me la tengo”. La spilla con il logo della tua azienda del quale non ho interesse la cestino, idem il portachiavi e uguale l’adesivo.

Morale hai buttato solo via Budget. Come evitarlo?

Integra il gadget in una strategia di comunicazione efficace che rispecchi l’identità del tuo marchio.
Scegli un Gadget utile o funzionale o che sia divertente ironico e susciti il fattore Wow o la famosa Mucca Viola. ( non cadere nel Trasch per stupire ad ogni costo.)

Poni attenzione al tuo cliente quando gli consegni un Gadget farne distribuire 200.000 ad una promoter non migliora la fidelizzazione dei tuoi clienti.

Elencati questi 3 punti ora sai come muoverti sia che sei un grande retailer o se fai parte delle pmi, quindi se fino ad oggi hai sbagliato durante fiere ed eventi o attività promozionali, non temere, in tanti tutti i giorni fanno il tuo stesso errore. Ora hai delle nozione base e dei case Study per rimetterti sulla retta via.

Per citare Star Wars : “Che la forza sia con te” mio giovane loyalty.

Non sei ancora convinto ?

Ah… vuoi anche un esempio pratico di spreco di Budget?

Se vuoi un esempio che reputo di spreco di Budget ti accontento subito.

Ti cito Ikea leader mondiale nell’arredamento che due anni fa nel Welcome Pack per i suoi nuovi clienti IKEA BUSINESS gli omaggiava con una funzionalissima penna usb.

L’anno seguente con un adattatore usb per la macchina che non molti dei clienti business apprezzarono(una poco accurata analisi del bisogno dei propri clienti fidelizati dal mio modico punto di vista.)

Anche se devo dire che con l’ultima pubblicità legata alla storica matitina Ikea (che tutti ci siamo rubati e che tutti abbiamo in casa) che è stata aggiornata con una gomma facendo un gran lavoro di brand identity, creando un ottima correlazione con il loro Pay off.

Sicuramente gli ha portati a toccare tutti i punti sopra elencati (errori compresi) per fare in modo che vengano ricordati anche con una semplice matita.

(notare quanto il loro gadget sia integrato con la loro comunicazione)

quindi concludo dicendo per citare IKEA :“siamo fatti per cambiare!” quindi se fino ad oggi avete sbagliato strategia, colpo di gomma (IKEA) e ricominciate!